MILOS FABBRI

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mercoledì 6 febbraio 2019


Nel freddo
una mano mi accarezza
fiocchi di neve su di me

Freddo
per un tempo ormai andato

m'attardo

Freddo
come ogni velo
serve a ricoprire
ma non nascondere

e tu ancora mi accarezzi
dopo l'offesa
ed io cerco
fra labbra secche
un nuovo pudore

Mia cara amica
di te ho bisogno
perchè solo te
ho dintorno
e non cessare
di essere buona
perchè anche a te
serve chi ti possa
lodare e baciare
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che strano

 



Steso su di un letto sconosciuto, accarezzando un corpo sconosciuto, mi diletto della vita. Non me l’aspettavo, tutto quel piacere. Le misi l’olio sulla schiena e l’accarezzai. Lei parlava, con disinvoltura, quasi con piacere, mi sembrava. Eravamo nudi, come si conviene in queste occasioni. La baciavo fra le gambe, mentre mi accarezzava i capelli. Le rimanevo incollato alle labbra, solo sfiorandole, mentre mi toccava il pene.
Lei mi disse, io ascoltai.
Forse avevo bevuto quel goccio di troppo, quel troppo che non ti fa ricordare tutto con disinvoltura. Quel troppo che abbonda e mai ti abbandona, quel troppo… ma lei guardandomi mi diceva semplicemente che ero bello. E a me piaceva quel complimento. E le sorridevo. Dio quanto mi sentivo a mio agio con quella francesina di Nizza, quella prostituta arrivata a Faenza, per lavoro. Dio, quanto mi faceva sentire bene, quanto chiacchierava, e poco mi importava del mio pisello, che strano, si potrebbe pensare, che strano!
Eppur.
Eppur ancora sorrido, pensandola.
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CERTO





A volte rifletto, forse tu non lo sai, ma non sono così superficiale come mi credi.
Non sono solo un soffio di vento autunnale, sono anche il polline che ne resta e ti fa starnutire. Non sono solo il freddo invernale che ti fa raffreddare, ma anche il calore del camino che resta nei tuoi ricordi. Non sono solo l'improvviso arrivo di una pioggia primaverile, ma anche il germoglio. Non sono solo il sudore dell'estate che ti rende fiacca, ma anche l'amante che ti ha provocato l'ansimare.
Non sono un automa, sono il più generoso e spontaneo interprete di tutti i sentimenti umani.
Sono quello, te lo ricordi, che ti ha conquistato perché era romantico, protettivo... e ti è piaciuto. Il fatto che ci fosti tu, quel giorno e non un'altra, non è un caso, e questo tu non riesci a capirlo. Non sei una fra le molteplici possibilità, sei l'unica possibilità. Sei l'unica che poteva esserci!
Quelle volte in cui rifletto mi accorgo di quanto sia diventato tortuoso, ora, il nostro percorso.
Ciò che all'inizio della nostra storia erano semplici incomprensioni da parte tua nei miei riguardi, sono diventate col tempo montagne insormontabili. Ciò che si poteva placare con una carezza è diventato oggi il motivo di ripetuti schiaffi.
Ed io sono stanco e tu sei lontana. Ma siamo pur sempre lungo la stessa strada.
Vorrei poter raggiungerti, prenderti il polso destro e tirarti a me. Vedere il tuo viso e far cessare tutto questo dolore. Vorrei perdere la memoria e innamorarmi di te, come un tempo, commettendo altri sbagli. Vorrei poter guardarti e sorriderti, raccontarti, parlarti di me, delle mie paure, dei miei sogni. Ascoltarti.
Mi piacerebbe che i nostri figli catturassero la magia che li circonda, nascosta fra le chiome degli alberi, nella crepa di un muro. Che imparassero a raccogliere la semplicità tramutandola in bellezza. Vorrei che imparassero da ciò che un tempo eravamo, io e te.
Ma è tutto un passato questo mio parlare. Dove siamo ora?
Lontani! Cerchiamo di schivare il dolore che ci viene gettato contro, riuscendoci, solo in parte. Non la merda, il dolore. Perché ciò con cui ci insultiamo non è cattiveria, merda, insoddisfazione, è dolore. Il dolore che purtroppo ci si è appiccicato addosso.
E quindi, mio caro amore, io mi nascondo sperando di non essere trovato, sperando che il tuo dolore si plachi e non mi raggiunga, sperando di non essere sempre e solo un bersaglio, sperando che l’acidità scompaia.
La mia? Certo… certo...
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martedì 5 febbraio 2019

Ti ho sognata o eri vera

 







Ero seduto al tavolo del bar, in una posizione comoda per vederti. Ti osservavo, nella tua appagante bellezza. Ma ora che non sono più lì, ora che quella bellezza, mi devo sforzare di immaginarla, ricordarla, mi accorgo che a me non bastava. Sia in quel mometo, mentre ero inerte a guardarti, che ora, che sono seduto a scriverti, ho la piena consapevolezza che io vorrei essere il pittore, non solo lo spettatore. Vorrei, col pennello in mano, percorrere ogni sfumatura del tuo corpo, del tuo animo.
Io vorrei essere il fiore su cui ti vai a posare. Ma questo è solo un sogno, solo un vago riflesso della realtà. Eppure ogni volta che ti penso sorrido e questa è già magia.
Per cui ti conserverò sempre qui con me, come una mia musa, come uno di quegli amori impossibili che non si smette mai di amare. Mi terrò stretto i tuoi sorrisi, le tue dolci parole, la sensazione che anche a te, qualcosa ho lasciato.
Tu sei stata come un tesoro, che inaspettatamente vien trovato, ma subito son stato depredato da altri pirati, e sono rimasto lì, con una sensazione di vuoto, con la consapevolezza di aver avuto fra le mani, una ricchezza. Ed il sorriso ebete, dell'innamorato.

Ero seduto al tavolo del bar, in una posizione comoda per vederti. Ti osservavo cercando di appagarmi il più possibile della tua essenza, e quando, anche il tuo sguardo cadeva sui miei occhi mi sentivo trafitto. Non so spiegartelo bene, sono quelle cose che capitano inaspettate e ti avvolgono senza lasciarti scampo. Non una trappola ma un incantesimo, una magia da cui non puoi far altro che lasciarti trasportare via.
Per cui mia cara e dolce Ambra, sappi che ora hai un profumo in più, un tatuaggio in più, un amico in più.

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Tutti gli sguardi sono rivolti verso l'alto. Macchine fotografiche e cellulari riprendono qualcosa, scattono foto. Un brulicare di vite intente a immortalare monumenti e sculture. Antichità sospese nel nulla.
Mani alzate al cielo. Ma cosa sta guardando tutta questa gente? Cosa cerca, cosa sogna, cosa immagina? Ma sanno ancora immaginare qualcosa? O sono assuefatti dalle immagini senza riuscire a crearne scenari?

Io tenevo ben stretto il mio sacchetto legato alla cintura con uno spago. Mi avvicinai a una signora di mezza età, ben vestita, affiancata da un giovane che mi guardò inclinando un poco la testa verso destra.
Il mio aspetto gli scaturiva qualcosa di scabroso, mi guardava come se fossi nuda.
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domenica 3 febbraio 2019

PAURA





Ho paura.
Ho paura perché so chi sono, dove voglio andare e l'alchimia che serve per essere felici.
Ma sono una persona insoddisfatta.
Non riesco ad essere ciò che vorrei essere. Non riesco ad essere sereno, perché ogni volta che sono felice mi accorgo di essere lontano dal mio quotidiano. Ma in realtà basta poco. A volte, mentre vado al lavoro e vedo il sole alla mia sinistra, me ne riempio: mi gonfio di bellezza. Ma poi c’è la giornata da affrontare.
Certe volte, mi soffermo sul tuo volto, e capisco un sacco di cose, quanto sono stupido, figlio di una bellezza che non mi appartiene. Certe volte, sono felice senza un motivo apparente. Certe volte, mi accascio a terra, vomitando, tutto il malessere che ho dentro.
Mi basta poco per essere felice, mi basta poco per essere triste. Ma l’attimo di felicità è sempre meno duraturo della sofferenza di aspettarne il ritorno.
Gioco con me stesso, senza conoscere l’avversario, sperando di vincere, prendendolo in giro, così mi pare.

Io ho bisogno di una vita per stare male. Una vita con una una moglie, dei figli, il lavoro… io senza una vita con una moglie dei figli e un lavoro sarei libero, forse, ma perso, devastato da tutto quello che mi potrebbe accadere, e poi, cosa farei, una volta libero, rinizierei ancora, la stessa storia.
Ed invece, avendo una moglie, dei figli, un lavoro, posso sognare di cambiare tutto. Quindi? Quindi è tutto un casino, ti appassioni di qualcosa che odierai. Ti infatui di qualcosa che maledirei eppure, siamo tutti qui a rincorrere il proprio malessere.
Non cambia nulla, essere ricco o povero, bello o brutto, no! È inutile,. Scordatevelo, non vi cambierà nulla. Soffrirete, vi lacererete il ventre in cerca di qualcosa che avete dentro, ma è solo un ricordo e allora?
E allora soffrite e basta. Nel disgusto degli altri e nella sobrietà che vi attende dopo la sbronza. Gioite, tanto per fare, tanto per ricordarvi , a volte, di dover essere felici. Ma ricordati anche, che quel dito puntato, non è rivolto a te. Ed ora come farai sapendo che il mondo, non ti odia.

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ELOGIO






Elogio alla mia ragazza che non mi ama più



In un batter d'ali si esprime tutto.
O lo capisci o ti lasci abbandonare dentro il tempo.
Esiste l'essenziale, il superfluo ed esisti tu.
Tu non sei solamente un corpo che mi vive a fianco, provocandomi piacere e dolore; tu sei l'oltre. Quel qualcosa in più che mi aspettavo fin dall'adolescenza, quel qualcosa in più che ho sempre saputo, esistere. Ed io l'ho trovato, in te. Ne sono ancora certo.
Tu non sei una mancanza, una carenza, un riempimento dell'opera; tu sei la centralità, il soggetto che la luce colpisce.
Eppur... come si conviene nella vita moderna, tutto questo non basta per recare felicità. Eppur... tu non sei moderna, mi dicesti: "Io catalogo libri antichi".
"Ecco" pensai, più antico di me, cosa potrebbe amare.
E ti ho amata, Dio solo non sa, quanto ti ho amata, ma io sì, e ancora sono qui a patire degli eccessi del mio amore. Perchè tu non lo capisci, il mio amore, ed io ne soffro. E tu ne soffri. Ma non ne soffriamo insieme. Sempre lontani, sempre separati.

Io vorrei, in uno slancio da funambolo, rimanere sospeso, con te, sopra la nostra sofferenza, e mostrarti finalmente, quel che c'è.
Ma tu sei disposta a vederlo?
Tu sei in grado di starmi vicino?
Tu sai amare al di la di quello che pensavi di voler amare?

Io sono qui, quando vuoi, fatti vedere.


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martedì 20 novembre 2018

http://www.paesesera.toscana.it/decollete-milos-fabbri/


Raccontami una storia logo

Decolletè (Milos Fabbri)

20 novembre 2018
Raccontami una storia 2018
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domenica 11 novembre 2018


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LA BELLEZZA OVUNQUE

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Il primo romanzo di Milos Fabbri

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Il libro di Milos Fabbri. Tre racconti lunghi per non perdere il piacere e il fascino della fantasia.

RACCONTI ROMAGNOLI

RACCONTI ROMAGNOLI
Antologia di racconti pubblicata da Il Violino Editore, che include un racconto di Milos Fabbri

UNA NUOVA VITA

UNA NUOVA VITA
L'opera prima di Milos Fabbri è una antologia composta da 16 racconti edita dall'Arduinosaccoeditore

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Milos Fabbri con "Una nuova vita" a Casa Sanremo Writers

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