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domenica 13 luglio 2014

DONNA TRATT

    Un romanzo ogni dieci anni, tre successi mondiali, e ora il “Cardellino” che da mesi guida le classifiche e riceve premi. La scrittrice americana Donna Tartt racconta il suo mondo e la sua vita: «Tutto è iniziato dai classici che la nonna ci leggeva da bambini»


 Vorrei iniziare chiedendole quando ha deciso di diventare una scrittrice.
«Non ho deciso, ho semplicemente scritto sempre, e anche ora la scrittura è tutto tranne che una carriera, semmai una necessità».


 Quale libro ricorda in particolare?
«Oliver Twist, che mi appassionò enormemente. Alcuni di noi ragazzi consideravano quelle letture noiose, o addirittura una punizione, ma io non vedevo l’ora di sapere come andavano a finire quelle storie. Avrò avuto 9, 10 anni».


 http://d.repubblica.it/personaggi/2014/07/11/news/donna_tartt_scrittrice_americana_intervista-2209613/?ref=HRLV-9

mercoledì 13 novembre 2013

MILAN KUNDERA

Alessandro Piperno sul Corriere della Sera (30 ottobre 2013) scrive:

«Che cos'è la Festa dell'insignificanza?
Un divertissement surrealista, una parabola felliniana, in cui si alternano
personaggi alle prese con elucubrazioni stravaganti. Ciarlieri, peripatetici,
brilli, un po' vanesi, talvolta fin troppo astratti ma chi se ne importa.
Ogni tano alludono a un loro inventore che immagino sia Kundera stesso. E, in
effetti, Kundera li tratta come marionette. Li sfotte e li 


comprende. Ad essi
affida i suoi classici motivi: dall'involontaria comicità dei dittatori
comunisti alla futilità di ogni esperienza umana.»

E lo stile?
Scrive ancora Piperno:
«Kundera è rimasto Kundera: lo stile sobriamente paratattico, il tono dimesso, l'andamento svagato e rapsodico.»


 Avevo diciott'anni quando lessi il mio primo libro di Kundera. L'insostenibile leggerezza dell'essere: non ci capii nulla. Ma, per una strana forma di masochismo, continuai a leggere i suoi libri. Ad oggi li ho letti tutti, e amo questo scrittore.
Fu il terzo libro che presi in mano, se non ricordo male era lo scherzo, che mi diede la chiave di lettura per tutti gli altri libri. Per cui domani andrò a comprarmi il suo ultimo libro.

sabato 5 ottobre 2013

MURAKAMI HARUKI


 
"Tra un muro alto e solido e un uovo che si rompe contro di esso, starò sempre dalla parte dell'uovo. Sì, non importa quanto il muro abbia ragione e quanto l'uovo abbia torto, io starò dalla parte dell'uovo. Qualcun altro dovrà decidere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato; sarà forse il tempo a farlo, o la storia. Ma se ci fosse un romanziere che, per qualsivoglia ragione, scrivesse stando dalla parte del muro, che valore avrebbero le sue opere?"

 (Haruki Murakami - dal discorso di accettazione del Jerusalem Prize)


Quarta di copertina

Aomame è spietata e fragile. È un killer che in minigonna e tacchi a spillo, con una tecnica micidiale e impalpabile, vendica tutte le donne che subiscono una violenza. Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro inquietante e pericoloso come una profezia.
Entrambi si giocano la vita in una storia che sembra destinata a farli incontrare. Ma quando Aomame, sollevando gli occhi al cielo, vede sorgere una seconda luna, capisce che non potranno condividere neppure la stessa realtà.
Mai come in 1Q84 Murakami ha esplorato le nostre ossessioni per dare vita a un mondo così personale, onirico e malinconico. Accolto in Giappone come il suo capolavoro, 1Q84 è un romanzo che contiene universi.
«Avviso ai nuovi lettori di Murakami: crea dipendenza».
San Francisco Chronicle
«I romanzi di Murakami resistono a ogni definizione: sembrano vivere di vita propria».
Daily Telegraph

domenica 8 settembre 2013

La verità sul caso Harry  Quebert

GRAN PREMIO DI ROMANO ACCADEMIA DI FRANCESE 2012!   / Goncourt studenti delle scuole superiori 2012
PREZZO DELLA MISSIONE DELLA FONDAZIONE Bleustein-Blanchet nel 2012

4a di copertina:
New York nella primavera del 2008, mentre l'America è in fermento con le primizie delle elezioni presidenziali, Marcus Goldman, un giovane scrittore di successo, è in subbuglio: è in grado di scrivere il nuovo romanzo egli deve dare il suo editore di pochi mesi.
Il termine sta per scadere quando improvvisamente tutto è cambiato per lui: il suo amico ed ex professore universitario, Harry Quebert, uno degli scrittori più autorevoli del paese, e 'colto dal suo passato e si ritrova accusato di aver ucciso Nel 1975, Nola Kellergan, una ragazza con la quale aveva avuto una relazione. Convinto dell'innocenza di Harry, Marcus lascia tutto per andare a New Hampshire e indagare. Si è rapidamente superata dagli eventi: i lavelli di indagine e ha minacciato. Per salvare innocente Harry e la sua carriera di scrittore, egli deve assolutamente rispondere a tre domande: Chi ha ucciso Nola Kellergan? Che cosa è successo in New Hampshire, nell'estate del 1975? E come si fa a scrivere un romanzo di successo?
Egli appare nel thriller americano, La verità sul caso Quebert Harry è un riflesso d'America, i fallimenti della società moderna, della letteratura, della giustizia e dei media.
La verità su Harry Caso Quebert
Romanzo, 670 pagine. Editoria Fallois / Età Maschio

domenica 1 settembre 2013

EROI DI CARTA



Eroi di cartaNon amo le etichette o gli schieramenti aprioristici. Mai. In nessun caso. Ritengo invece essenziale valutare da diverse prospettive ogni cosa, soprattutto quelle che si reputano importanti. Per questa ragione, appena saputo per radio del libro di Dal Lago (ero in autostrada sulla Firenze - Roma), l'ho immediatamente ordinato appena giunto in albergo. Ho letto ed apprezzato Gomorra, di Roberto Saviano e, dello stesso autore, non mi sono fatto mancare La bellezza e l'inferno. Che mi è piaciuto un po' meno, ma che comprerei di nuovo.
Ma non per questo ho deciso di iscrivermi al partito dei "Saviano santo subito", nè con l'acquisto di questo libro intendo manifestare il desiderio di un "Saviano al rogo". Al rogo manderei solo i fondamentalisti per partito preso. Quelli che si schierano e, probabilmente, non hanno letto nessuno di questi 3 libri. E pur pretendono di dettare il passo.
Chiunque ami la letteratura non potrà che apprezzare il lavoro di Dal Lago e del suo testo. Ricco di considerazioni, spunti di riflessione, citazioni ma anche critiche su un certo modo di porsi e intendere le cose. Un libro che aiuta a schiarisi ulteriormente le idee, a ponderare meglio i segnali e gli eventi.
Non tutti i passaggi risultano semplici e, le numerose citazioni, accrescono il piacere della lettura in chi possiede un buon background culturale, frustrando e indispettendo tutti gli altri.
Infine (a costo di apparire un po' snob), un passo del libro, a pag. 149, mi sento di sottoscriverlo pienamente, quando l'autore afferma "La fortuna del noir, della narrativa fantasy e pseudo-storica comporta il successo di uno stile di cui è facile individuare le caratteristiche [...] immagini forti, metafore facili, storie sensazionali, periodare semplice. Uno stile da passatempo, da letteratura da consumare più che da leggere, grazie al quale il lettore di un libro all'anno (che sia Tre metri sopra il cielo o Gomorra) si prende [...] una rivincita su quel mondo delle lettere che lo ha sempre escluso o continua a escluderlo quando produce poesia, critica o narrativa alta.

By PierLuigi