mercoledì 24 ottobre 2018




Mi avvicinai al bancone e scrutai sul ripiano, alle spalle della barista, cercando la mia adorata bottiglia tonda.
Le chiesi un caffè e un unicum.
La ragazza, quella coi capelli lunghi e biondi, prese la bottiglia e versò il contenuto nel bicchiere, poi si avvicinò la bottiglia al naso e l'annusò.
Fece una smorfia, schifata.
"Anche la prima volta che ti sei messo un uccello in bocca eri titubante e un po' schifata, ma guarda ora, te ne prendi a chilometri."
Ci fu un lungo momento di silenzio. Le due ragazze si guardavano e sembrava non riuscissero a comporre pensieri.
Infine, senza dire nulla, la ragazza bionda rimise la bottiglia sul ripiano mentre la mora mi preparò il caffè.

martedì 5 dicembre 2017


 



E ancora un ultimo soffio di vento
Una bottiglia vuota lì sul tavolino.
Il televisore sempre spento.
Il suo reggiseno sopra il cuscino.
Una candela spenta sta morendo.
Le mutande nel cassetto ben piegate.
La pianta in salotto che sta appassendo.
Il frigo vuoto. Le tapparelle sempre alzate.

Sono gli ultimi giorni di una grande sfida
che finalmente abbiamo perso.
Ed ora da sconfitti possiamo gridare la nostra sconfitta.
Vieni abbracciami amore mio
perdonami.”
Vieni baciami amore mio
stammi vicino.”

Il vento di maestrale
I ricordi, sempre quelli.
I biscotti rotti. Il latte scaduto. Briciole di pane sul davanzale.
Un barattolo pieno di pennelli.
Il tappo di sughero dentro il cavatappi.
La tavola sparecchiata.
Le sue scarpe
tutte senza tacchi.
Un uomo nudo vicino alla sua amata.

Sono gli ultimi giorni di una grande sfida
che finalmente abbiamo perso.
Ed ora da sconfitti possiamo gridare la nostra sconfitta.
Vieni abbracciami amore mio
perdonami.”
Vieni baciami amore mio
stai con me.”



lunedì 20 novembre 2017







DÉCOLLETÉ




1


Il mio sguardo non riusciva a staccarsi da quella scollatura.
Non so bene cosa possa pensare un ragazzo di diciotto anni guardando un quarto di tetta destra, separato da un canyon dalla tetta sinistra. Io, vista l'età, avevo le idee chiare. Guardavo l'insegnante dell'autoscuola e mi pregustavo un orgasmo tra quella cunetta.
Giovanni...” disse Claudia accendendo un segnale alla lavagna luminosa, “che cartello è questo?”.
Per un breve attimo pensai che mi avesse letto nel pensiero.
Giovanni era uno dei ragazzi più casinisti del gruppo.
Esitò qualche secondo, poi indicò il fondoschiena della ragazza seduta davanti a lui.
Mi sporsi per guardare. La ragazza aveva quasi metà del culo scoperto, le si intravedeva la linea che separava le due chiappe. Il ragazzo aveva perfettamente ragione, quello era un perfetto esempio di dosso e cunetta; come la bella scollatura dell'insegnante, che mi ostinavo ad ammirare.

martedì 24 ottobre 2017





Tra un muro alto e solido e un uovo che si rompe contro di esso, starò sempre dalla parte dell'uovo. Sì, non importa quanto il muro abbia ragione e quanto l'uovo abbia torto, io starò dalla parte dell'uovo. Qualcun altro dovrà decidere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato; sarà forse il tempo a farlo, o la storia. Ma se ci fosse un romanziere che, per qualsivoglia ragione, scrivesse stando dalla parte del muro, che valore avrebbero le sue opere?

(Haruki Murakami - dal discorso di accettazione del Jerusalem Prize)