sabato 8 agosto 2015

Gli ignoranti

 

Cosa succede quando si dedica la propria vita a uno scopo? Étienne Davodeau è un autore francese di fumetti, molti dei quali dedicati a come sta cambiando il lavoro e come questo influisce nella vita delle persone. Richard Leroy è un vignaiolo che conduce i pochi ettari della sua vigna con metodi biodinamici. Étienne vuole capire la passione che sostiene il lavoro dell’amico, così forte da spingerlo a cambiare vita per dedicarsi solo al suo vino: senza cedere a una facile produzione industriale, ma perseguendo invece un ideale di qualità con una produzione molto limitata di bottiglie l’anno. Richard entra così nella cantina di creatività di Étienne, dove ogni libro è una scommessa con i lettori e gli editori perché lavorato come un pezzo unico: sempre diverso dai libri precedenti nei personaggi, nell’ambientazione e nella realizzazione grafica, ma sempre riconoscibile nel suo stile, nei testi come nei disegni.
Tra degustazioni di vini e letture di fumetti, incontri con produttori biodinamici e autori di fumetti, entrambi scopriranno che i loro lavori hanno a che fare con quell’indefinibile che ci rende “esseri umani”.
Raccontato in presa diretta, quasi si svolgesse mentre lo si legge, Gli ignoranti è il diario di una reciproca educazione attraverso un’etica del fare che si trasmette attraverso il piacere di un bicchiere di vino o la lettura di una storia ben scritta e disegnata. In appendice tre testi di Sandro Sangiorgi e Sergio Rossi sulla viticoltura biodinamica, il mercato del fumetto francese e il making di questo volume.


Autore: Étienne Davodeau
Data Pubblicazione: 2015
Pagine: 288
Editore: Porthos Edizioni
Lingua: Italian

domenica 7 giugno 2015

Thomas Mann

Come diventare scrittori? Se lo chiedessimo a Thomas Mann, ci risponderebbe con il consueto garbo ed esattezza, cercando di trovare le parole che possano descrivere al meglio l’alchimia delle sue creazioni. Ci direbbe che lo scrittore “findet und nicht erfindet”, ossia “trova e non inventa[1]. L’ispirazione non è un segnale divino che tocca l’artista come un’epifania, ma lo scrittore è un attento osservatore e null’altro. Tutto ciò di cui ha bisogno è già dato, esiste intorno a lui, l’abilità è nel distillare il giusto composto.
Critici letterari, editor, agenti, scuole di scrittura, tutti son pronti a srotolare decaloghi di regole da rispettare per essere pubblicati e acquistati. Leggere, certo, è importante per ogni autore che si rispetti, conoscere la grammatica non sarebbe cosa sgradita, scrivere di temi attuali e ampiamente conosciuti potrebbe giovare. Usare una lingua semplice senza che sia banale, innovare e sorprendere senza doverlo fare a tutti i costi. Lasciar sedimentare una pagina scritta per un po’ per poi rileggerla a voce alta e scoprire così quanto ancora debba essere rilavorata. E potrei continuare per decine di righe.
Molti sono consigli giusti, attenzione a confondere l’essere scrittori con il venir pubblicati, acquistati e letti. Questo errore Thomas Mann ha cercato di non farlo, per principio (e allora seguire i propri principi non era segno di stupidità), sebbene come ogni scrittore ha dovuto cedere a qualche compromesso per offrire alla sua opera l’opportunità di essere letta. La casa editrice Il Saggiatore ha ripubblicato a dicembre la raccolta epistolare che ha unito, per un trentennio, uno dei più grandi romanzieri del Novecento (Thomas Mann) con la sua traduttrice italiana per eccellenza (Lavinia Mazzucchetti).
La raccolta ristampata con il titolo assai suggestivo La gioia maiuscola di essere scrittori ripresenta al lettore il fitto scambio (allora d’obbligo per entrare davvero in un testo) fra scrittore e traduttore per confrontarsi non solo sui risultati della traduzione in questione o sull’accoglienza della stessa da parte dei lettori, ma anche sul contesto socio-economico, politico e culturale in cui l’opera era nata. Confronto che poi si è allargato anche ad alcuni editori e intellettuali dell’Italia della prima metà del Novecento (come Arnoldo e Alberto Mondadori, Enzo Paci, Emilio Cecchi e Ranuccio Bianchi Bandinelli). Perché se è vero che ogni scrittore ha come aspirazione veder pubblicata una sua opera, ciò non deve avvenire a tutti i costi e con ogni mezzo. Leggendo le lettere di Mann scopriamo che spesso è la “sua” traduttrice a insistere per la pubblicazione di un’opera in Italia, laddove era l’autore a ritenerla non adatta o non facilmente comprensibile per il lettore perché nata in un contesto socio-politico (la Germania degli anni Trenta e Quaranta) diverso da quello italico. Perché prioritario per Thomas Mann era la massima fruizione del suo pensiero e non della sua immagine, della sua vita privata o del numero di autografi che avrebbe potuto firmare se fosse venuto a presentare il suo libro in Italia.

giovedì 28 maggio 2015

 

 

Clausola

Tanto per non finire:
la morte, già così allegra a viverla,
ora la dovrei morire?

(Non me la sento, d'ucciderla)
Giorgio Caproni
 
 
 
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-36733?f=a:372

Furto

Hanno rubato Dio.

Il cielo è vuoto.

Il ladro non è ancora stato
(non lo sarà mai) arrestato.
Giorgio Caproni
 
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-35746?f=a:3729>9>

domenica 24 maggio 2015

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare." 
(B. Brecht)

Frammenti di vita: un dialogo


“Ti vedo annoiato”
“Cosa vuoi? E’ la vita..”
“La vita?”
“Sì, la vita. Sai.. quel fluire monotono di attimi, quel perdersi del presente nel logoro album del passato?”
“So cos’è”
“Cosa?”
“La vita”
“Ah, sai cos’è.. E allora perchè me lo domandi?”
“Non capisco.. Dici di essere annoiato. E la vita, cosa c’entra?”
“E’ il problema”
“La vita?”
“Sì, la vita! Quante volte devo ripeterlo?”
“Ah, mi dispiace”
“Anche a me. Che vuoi farci? E’ la nostra condanna”
“La vita?”
“No. Pensarci”
“Pensarci?”
“Sì, il pensiero”
“Ah, cioè?”
“Ma sì, sai quel lento migrar d’immagini e parole..”
“Il pensiero?”
“Esattamente”
“Perchè dici la nostra condanna?”
“Beato l’ottuso animale che non prova dolore”
“Come?”
“Baudelaire”
“Il poeta?”
“Il poeta”
“Il pensiero porta infelicità?”
“No, ma allontana dalla felicità”


 https://jeanrousseau.wordpress.com/tag/baudelaire/

domenica 1 marzo 2015


Il 28-29 marzo torna per il terzo anno consecutivo a Cesena la “Fiera del libro della Romagna” con un’importante novità: la manifestazione si terrà alla Biblioteca Malatestiana. Al piano terra, nella sala subito dopo l’ingresso, saranno presenti gli stand degli editori (25, sia romagnoli sia provenienti da tutta Italia). Al piano superiore nell’Aula magna e in un’altra sala si terranno gli incontri e le presentazioni. Tante i libri e gli autori presentati a partire dal nuovo libro dell’ex sindaco Giordano Conti, da un testo del poeta Stefano Simoncelli, passando per un libro del commissario di Faenza Silvia Gentilini e da “Emilia Romagna segreta” a cura dell’ex direttore della Voce Stefano Andrini.
La Fiera del libro della Romagna, che durante la scorsa edizione ha totalizzato circa 5000 visitatori, nasce con l’obiettivo di promuovere le pubblicazioni di editori indipendenti di qualità e di favorire il confronto tra i cittadini e gli operatori del settore editoriale (autori, scrittori, giornalisti, editori).

domenica 11 gennaio 2015

  Addio libro stampato: uno scatto per non dimenticare


 Addio libro stampato: uno scatto per non dimenticare



Ha scattato una foto ogni volta che ha visto qualcuno leggere un libro sulla metropolitana di New York. Reinier Gerritsen pensa che i libri non dureranno a lungo, ecco perché sono ovunque in questa mostra fotografica dal titolo "The last book", in programmazione a New York alla Julie Saul Gallery fino al 7 febbraio. Il fotografo olandese ha immortalato quella che lui considera una specie in via di estinzione: persone che leggono un libro stampato in un mondo popolato di iPhone e Kindle. Lo ha fatto scattando immagini tra un viaggio e l'altro nella metrò dalle 8 alle 19 per 13 settimane nell'arco di tre anni, senza chiedere il permesso eppure incontrando una grande amabilità da parte dei soggetti. "La vita è così. Ogni cosa è in continuo cambiamento, ma c'è un bellissimo fenomeno che sta morendo. Ecco perché ho voluto documentarlo", ha detto Gerritsen

Foto da Julie Saul Gallery 



http://www.repubblica.it/esteri/2015/01/10/foto/gente_che_legge_nella_metropolitana_uno_scatto_per_non_dimenticare-104692523/1/?ref=HRESS-6#6